“Il Pedro”, come veniva chiamato, è sempre stato un punto di riferimento per i cavatori, lavoratori con i quali aveva costruito un legame basato prima di tutto sulla fiducia, scaturita dalle numerose vertenze su cui si è sempre speso senza nessuna riserva. Testardo, cocciuto, tenace: sono solo alcuni degli aggettivi che possono descriverlo ..... ma anche persona di grande umanità.
Ricordiamo alcune fra le sue tante lotte: con il comitato Anti Gaia, dove si è battuto per la difesa dei Beni Comuni... e le più recenti : quelle per il riconoscimento del lavoro in cava come usurante e per la ricostituzione di un Soccorso Cave che garantisse la tempestività degli interventi in caso di incidente nei bacini marmiferi....
Salvatore Cannavò
Un anno difficile, di crisi, di posti di lavoro che mancano e di precarietà che dilaga. Certo, la notizia delle dimissioni di Berlusconi ha contribuito ad alleggerire la rabbia e la tensione ma se si va a spulciare il bilancio dell'Inps si scopre che nel 2010 i lavoratori e le lavoratrici che hanno usufruito di Cassa integrazione, mobilità e disoccupazione sono stati all'incirca 4 milioni. E poi ci sono più di 2 milioni di disoccupati e almeno altrettanti lavori precari. Precarietà, incertezza, frustrazione, ansia per il futuro riguardano almeno 8 milioni di persone in età da lavoro mentre chi è in pensione vede il proprio reddito diminuire e chi lavora teme di essere licenziato. E' la crisi in carne e ossa, non quella del grafico da "spread" illustrato da Mario Monti nella conferenza stampa di fine anno.
La Fiom «organizzerà per l'11 febbraio una grande manifestazione nazionale di tutti i metalmeccanici per la difesa dei diritti dei lavoratori e per un nuovo modello di sviluppo». È quanto ha annunciato il segretario delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini, nel corso di una conferenza stampa in cui sono stati annunciati nuovi scioperi alla Fiat. Landini ha infatti annunciato che nei prossimi giorni, prima di Natale, la segreteria deciderà «un pacchetto di ore di sciopero da effettuare a gennaio a livello territoriale e aziendale sui temi della difesa del contratto nazionale e della vicenda Fiat». Landini ha spiegato, così, le decisioni prese al termine della direzione Fiom, evidenziando che le ore di sciopero a livello territoriale precederanno la grande manifestazione nazionale dei metalmeccanici che si terrà l'11 febbraio. Alla base delle iniziative c'è sia la risposta al contratto Fiat, siglato nei giorni precedenti dagli altri sindacati, sia la manovra «recessiva». Secondo il segretario generale delle tute blu della Cgil, infatti, l'accordo Fiat «oltrepassa anche l'intesa del 28 giugno, non è solo una deroga ma supera completamente il contratto nazionale di lavoro». Inoltre, ha sottolineato Landini, secondo questa intesa «chi non è d'accordo non ha diritto di esistere». Inoltre, ha fatto sapere, «in alcuni stabilimenti i lavoratori che contestano l'accordo Fiat hanno chiesto un referendum abrogativo». Per Landini, quindi, «il mese di gennaio sarà un mese di assemblee» in cui i lavoratori decideranno le azioni da intraprendere. A riguardo la Fiom si è detta pronta a percorrere ogni strada, anche legale. Nelle intenzioni della Fiom, la manifestazione dell'11 febbraio dovrebbe avere le caratteristiche di quella organizzata il 16 ottobre del 2010: indetta dalla Fiom ma con intorno la più grande alleanze di forze.
Sapevamo tutti che la crisi del capitalismo non era finita e che ben presto, dopo Grecia e Portogallo e Spagna, anche l’Italia sarebbe finita nella tormenta. Le classi dominanti in Europa, come in Italia non hanno nessun vero progetto per il futuro se non quello di scaricare sulla classe lavoratrici tutte le contraddizioni sociali, economiche ed ambientali del loro iniquo sistema basato sul profitto, la concorrenza e il mercato. Ora vogliono che l’enorme debito con cui banche e padroni si sono arricchiti nel corso degli anni sia pagato dalle classi popolari. [continua]
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L'accordo quadro sottoscritto giovedì 22 gennaio tra il governo, la Confindustria, le altre associazioni padronali e CISL, UIL e UGL rappresenta l'ennesima accelerazione della politica italiana in senso antioperaio e antidemocratico. Verrebbe da dire che tutti i firmatari sedevano dalla stessa parte del tavolo, mentre, dall'altra parte, invisibili ma molto presenti per la macelleria delle loro condizioni retributive e di lavoro, sedevano le lavoratrici e i lavoratori. L'accordo si colloca al termine di una lunga e defatigante vicenda il cui esito è apparso sempre più annunciato. [continua]
di Massimo Calandri (repubblica.it) In una ricostruzione della Bbc si vede un uomo che introduce nella scuola le bottiglie incendiarie. Eccola la fotografia-simbolo di quella notte maledetta . Inedita. Oscura. Inquietante. È stata estrapolata da un filmato girato da un operatore Rai e depositato dalle parti civili il mese scorso.... guarda le immagini