Aggiornamento: Piero Maestri e gli altri italiani sono stati liberati. Hanno però una sorta di Daspo: non possono circolare nel centro della città fino a sabato mattina. Altrimenti vanno a processo.
Da AteneinRivolta le testimonianze dei primi rilasciati.
Ieri, Venerdì 18, alle 15, sit-in di solidarietà a piazza Indipendenza, sede dell'ambasciata tedesca a Roma
Sono più di settanta gli attivisti italiani arrestati nel corso della manifestazione che si sta tenendo a Francoforte. La capitale finanziaria d'Europa è totalmente militarizzata per fronteggiare la quattro giorni di mobilitazione contro la Bce e le politiche di austerity imposte dall'Unione europea. Tra di essi molti attivisti dei centri sociali e studenti di AteneinRivolta ma anche il portavoce di Sinistra Critica, Piero Maestri. "Quello che sta avvenendo a Francoforte è una vera a propria sospensione della democrazia" dice il comunicato di Sinistra Critica, "e non ci sorprende che ciò avvenga prorio nel cuore della finanza europea che è di fatto la prima della responsabile, insieme ai governi nazionali, delle criminali politiche di austerità che si stanno attuando in tutta Europa".
Le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio si iscrivono nel "terremoto" politico che ha interessato il resto d'Europa con le presidenziali in Francia e le politiche in Grecia. Dopo quattro anni di crisi e di politiche di austerità, il segnale politico dato dalle urne è quello dell'intolleranza verso le politiche di massacro sociale. Visibile nel voto greco, in cui, va sottolineato, si afferma nettamente una forza politica, Syriza, che ha fatto dell'annullamento del debito il centro della campagna elettorale, ma anche dal voto francese in cui la forza della destra di Le Pen, sia pure nella versione modernizzata di Marine, mostra il potenziale reazionario e populista che le politiche liberiste incubano e possono far esplodere. Il successo del gruppo neonazista in Grecia, del resto, ne è una conferma inquietante.
Le politiche della Troika, Bce, Ue, Fmi, vengono quindi sanzionate dal voto con l'erosione delle forze centriste, e incaricate di gestire la crisi, e il successo delle ali estreme, a destra e a sinistra. La nettezza delle posizioni dell'estrema destra sembra dare loro maggioro forza con la sinistra, più o meno radicale, ancora vincolata a posizioni nostalgiche e identitarie (Kke) oppure a un rapporto non risolto con la socialdemocrazia (Front de gauche).
Questo schéma può essere rintracciato anche nel voto italiano, sia pure meno paragonabile per via della frammentarietà di un voto puramente amministrativo. In cui però si possono leggere alcune linee generali – che andranno meglio analizzate con i dati numerici più che in percentuale:
- crollano i partiti che hanno gestito il governo negli ultimi anni e che sono i responsabili principali del peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. Pdl e Lega subiscono perdite secche che indicano una svolta nella loro esistenza e la possibilità di un rimescolamento delle carte nel centrodestra;
- di questo crollo non si avvantaggia il "terzo polo", progetto centrista che non ha spazio in una fase in cui il "centro" viene punito perché individuato come il luogo della "governante";
- il Pd e il centrosinistra tiene ma è comunque incrinato dall'astensione e dal voto alle liste M5S di Grillo
- non c'è nessun exploit della sinistra radicale, come in Francia o Grecia, ma il voto di protesta va al messaggio, condivisibile nella protesta contro l’autismo dei partiti, ma anche populista e confuso, delle liste Grillo.....
Sapevamo tutti che la crisi del capitalismo non era finita e che ben presto, dopo Grecia e Portogallo e Spagna, anche l’Italia sarebbe finita nella tormenta. Le classi dominanti in Europa, come in Italia non hanno nessun vero progetto per il futuro se non quello di scaricare sulla classe lavoratrici tutte le contraddizioni sociali, economiche ed ambientali del loro iniquo sistema basato sul profitto, la concorrenza e il mercato. Ora vogliono che l’enorme debito con cui banche e padroni si sono arricchiti nel corso degli anni sia pagato dalle classi popolari. [continua]
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L'accordo quadro sottoscritto giovedì 22 gennaio tra il governo, la Confindustria, le altre associazioni padronali e CISL, UIL e UGL rappresenta l'ennesima accelerazione della politica italiana in senso antioperaio e antidemocratico. Verrebbe da dire che tutti i firmatari sedevano dalla stessa parte del tavolo, mentre, dall'altra parte, invisibili ma molto presenti per la macelleria delle loro condizioni retributive e di lavoro, sedevano le lavoratrici e i lavoratori. L'accordo si colloca al termine di una lunga e defatigante vicenda il cui esito è apparso sempre più annunciato. [continua]
di Massimo Calandri (repubblica.it) In una ricostruzione della Bbc si vede un uomo che introduce nella scuola le bottiglie incendiarie. Eccola la fotografia-simbolo di quella notte maledetta . Inedita. Oscura. Inquietante. È stata estrapolata da un filmato girato da un operatore Rai e depositato dalle parti civili il mese scorso.... guarda le immagini